
Non c’è gara in quest’ultimo sondaggio proposto: l’88,9% di coloro che approvano il Body Scanner come metodo di sicurezza presso gli aeroporti surclassa l’11,1% di chi invece non trova corretto tale metodo di precauzione.
Analizzando la maggioranza
Si evince che il 50% dei votanti sarebbe favorevole a ripetere la scansione tridimensionale anche nell’attimo in cui si entra nel velivolo.
Il 38,9% non esiterebbe un secondo e farebbe di tutto pur di viaggiare su un aereo veramente sicuro.
In Ministro degli Interni Roberto Maroni rassicurò i cittadini parlando di “scanner poco invasivi della figura del corpo del passeggero, che appare opacizzato all’operatore ma è in grado di rilevare qualunque anomalia, come la presenza di un sacchetto o di un oggetto”.
Stando ai dati le persone supererebbero dunque volentieri vergogna e imbarazzo, anche due volte se fosse necessario.
Analizzando la minoranza
Proprio per i suddetti motivi, ovvero doversi mostrare praticamente nudi al personale addetto alla sicurezza, una piccola parte di lettori di Giost rifiuta il Body Scanner.
Partendo dalle parole del Ministro degli Esteri Franco Frattini, il nostro sondaggio ha previsto nelle opzioni una bocciatura causa timore di “invenzione di nuove tecniche per eludere anche questa precauzione”: i voti raccolti, in questo caso, equivalgono allo 0%.
Il 21 gennaio 2010 è stata avanzata all’UE la formale richiesta per far ammettere gli Scanner in tutti i Paesi.
Nel frattempo si aspetta, si spera e si prega
Frattini: “La privacy delle persone è un diritto assoluto e inviolabile, ma il diritto di non saltare per aria è la precondizione di tutte le libertà”.
Chiara Cajelli
chiara.cajelli@gmail.com



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