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Il crocifisso: significati simbolici e storici

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crocifissoE’ di questi giorni la discussione riguardo al Crocifisso: la recente sentenza della Corte Europea dichiara che non debba rimanere esposto nelle aule scolastiche o nei luoghi pubblici. Il nostro Governo ha fatto ricorso, non essendo d’accordo con quanto sentenziato. L’Italia è ora divisa in due: si è parlato di mancanza di rispetto nei confronti delle differenti culture che ormai rendono cosmopolita la nostra Nazione, si è fatto appello alla laicità della Costituzione, c’è chi ritiene fondamentale o non offensiva la tradizione secolare cui il Crocifisso appartiene e c’è chi, aldilà del significato religioso, gli attribuisce valore sociale.

Prendere una posizione in merito alla cosa non è scopo di Giost, lo è riportare il Significato di questo oggetto di culto tramite due spiegazioni: il Professor Paolo Bellini e il Professor Antonio Orecchia, docenti presso l’Università Degli Studi dell’Insubria a Varese, ci hanno dato la loro disponibilità.

SIMBOLOGIA CRISTIANA E INDOEUROPEA

“Per il Cristianesimo il Crocifisso rappresenta l’emblema della sofferenza e del martirio di Cristo sulla Croce – spiega il Professor Bellini, docente di Linguaggi Politici e Filosofia Politica - per redimere l’umanità dal Peccato Originale”.

Vi è però un’altra fonte molto antica da cui partire, ovvero le Civiltà Indoeuropee e asiatiche: la Croce per loro indica il Mondo Materiale e l’axis mundi che collega cielo e terra come simbolo di colui che media tra il mondo umano e quello divino.

Nello specifico, spiega il Docente, “i rami della Croce  simboleggiano i quattro punti cardinali, ma allo stesso tempo anche i quattro elementi naturali che hanno portato alla Creazione del Mondo Terreno”.

TITULUS CRUCIS

Si tratta della scritta INRI posta sul Crocifisso di Gesù Cristo, acronimo per Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum ovvero Gesù di Nazareth Re dei Giudei, equivalente della sigla ortodossa INBI.

E’ importante anche un altro significato ermetico, aggiunge il Professor Bellini: “secondo alcune svastikatradizioni il Titulus Crucis vorrebbe dire Igne Natura Renovatur Integra, ovvero La Natura è rigenerata integra attraverso il Fuoco, che richiama antiche convinzioni di ordine iniziatico, misterico e alchemico.

SVASTICA EUROPEA, NAZISTA E INDIANA

Il Professor Bellini fa subito una distinzione tra l’antica Svastica Indoeuropea e quella usata dai Nazisti, descrivendo la prima come “una croce in movimento che rimanda al momento creativo originale” e la seconda, “ frutto di un’erronea interpretazione che ne fece un simbolo antisemita”. Essa è anche l’emblema di Ganesha, divinità benigna che rappresenta la conoscenza.

svastica.dITALIA POST II GUERRA MONDIALE

Antonio Orecchia, docente di Storia Contemporanea e Storia dei Movimenti e dei Partiti Politici, delinea con chiarezza la situazione politica italiana dopo il Secondo conflitto mondiale.

Sul Partito Popolare, aconfessionale, si costituisce il DC: “come indica il nome stesso, a costituire tale Partito sono persone presumibilmente cattoliche. Di fatto però sono da sempre riusciti a mantenere la barra al centro rispetto ad un atteggiamento teocratico, ovvero non sono quasi mai stati disposti ad ascoltare il Papa”.

In Italia si delinea quindi un’anomalia fin da subito, infatti “da una parte c’è uno Stato Laico e dall’altra lo Stato Vaticano: è paradossale e contraddittorio il fatto che convivano le due cose. Bisogna quindi distinguere lo Stato Italiano e lo Stato Vaticano, perché non sono assolutamente la stessa cosa anche se quest’ultimo risiede nel centro della Capitale del primo”.

Il Professor Orecchia, citando l’Emerito Professore di "Storia e istituzioni degli Stati Uniti" vaticanoMassimo Teodori, sostiene che ora la Società si sia evoluta verso il cosmopolitismo e che la presenza del Crocifisso venga notata molto più di prima.

Riporta inoltre l’esempio della Francia, dove “dal 1905 secondo la vigente Costituzione Laica sia vietato esibire nei luoghi pubblici qualunque simbolo di qualunque religione”.

In Italia ora come ora il punto focale della questione non è tanto se tenere o no i Crocifissi nei luoghi pubblici, quanto piuttosto “se volere o no una Costituzione Laica”.

Concludendo, “nel dibattito è necessario mantenere l’onestà intellettuale: tutti i leader italiani sostengono il Crocifisso ma obiettivamente questo non può essere definito un simbolo che non da fastidio a nessuno. Un conto è considerare il Vaticano come Stato, un altro è considerarlo come Guida”.

 

Chiara Cajelli
chiara.cajelli@gmail.com

Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Dicembre 2009 17:40 )  
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