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Home Attualità Italia Caso Pipitone: rinviata a giudizio la sorellastra Jessica Pulizzi

Caso Pipitone: rinviata a giudizio la sorellastra Jessica Pulizzi

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denise_pipitoneSono passati cinque anni dal rapimento della piccola di Mazara del Vallo. Processi, super testimoni e rinvii a giudizio: ma per ora non c’è traccia della bambina. Adesso il gup di Marsala, Lucia Fontana, ha riaperto le indagini. La sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, è stata rinviata a giudizio, ma si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Ecco tutte le tappe della vicenda giudiziaria e le due piste ancora aperte.  

Il rinvio a giudizio della sorellastra di Denise, non è l’unico. Lo stesso procedimento è stato preso per l’ex fidanzato della ragazza, Gaspare Ghaleb, accusato di false dichiarazioni al pm. La decisione è stata presa dal gup Lucia Fontana sulla base di elementi concreti e documentati. La ragazza,piera_maggio minorenne all’epoca dei fatti, è stata accusata di concorso in sequestro di persona. In più a suo carico l’aggravante del caso: Denise è minorenne. Questa novità processuale è stata introdotta grazie al recente pacchetto sicurezza, voluto fortemente dalla madre di Denise e dal suo avvocato Giacomo Frazzitta. La ragazza avrebbe agito per vendetta e rancore nei confronti del padre. Piero Pulizzi, infatti, l’aveva abbandonata per fidanzarsi con Piera Maggio, la mamma di Denise. Da quanto emerge dalle carte processuali, la Pulizzi considerava la Maggio la causa della separazione tra i suoi genitori. Il suo rancore era così forte da far diventare Denise un capro espiatorio per il suo dolore. Ma questa non è l’unica svolta processuale del caso: saranno riaperte le indagini su altri possibili esecutori e complici del rapimento. E forse porteranno a una conclusione definitiva. I colpi di scena, infatti, sono stati molteplici. Nel corso di cinque anni, sul banco degli indagati sono finiti in molti e le ipotesi sulla scomparsa sono state diverse: rapimento da parte di rom, adozione illegale, pedofilia. Nella vicenda giudiziaria spunta anche un super pentito, Giuseppe D’assaro. E’ uno zio acquisito della piccola, che dopo aver scontato una pena per vicende legate al traffico e riciclaggio di denaro sporco, scompare. Con lui la nuova fidanzata svizzera Sabina Maccarrone; la sua latitanza dura solo tre mesi. Si presenta poi a luglio dai carabinieri per costituirsi. Poco dopo sono riaperte le indagini sulla Pulizzi. Probabilmente è stato D’assaro a rilasciare dichiarazioni su di lei. In un primo momento i carabinieri seguono anche la pista zingara. Effettivamente un rom di Rimini dichiara di aver visto una bambina simile a Denise in un campo di Padova. Ma anche in questo caso le ricerche non portano a nulla.

denise_pipitone.adessoAdesso al vaglio degli inquirenti ci sono due possibili piste: la prima, ancora coperta dal segreto giudiziario, si basa su una telefonata, effettuata da un indagato, la cui identità non è stata ancora svelata. La notte tra il 1 e il 2 settembre sul telefono corrispondente all’imputato, è stato registrato uno strano passaggio, da Mazara del Vallo a Carini, un paese dell’entroterra messinese. Il telefono è stato agganciato dai ripetitori dei due diversi paesi, rivelando così indizi significativi. Inoltre sono state rintracciate alcune telefonate. Le frasi registrate sono compromettenti e sono state pronunciare in dialetto siciliano. Nella registrazione si sente una voce che chiede quando andare a prenderla, e l’altra risponde di andare quando sarebbe stato buio.

La seconda pista si basa invece sulle testimonianze rilasciate da D’assaro. Il pentito avrebbe dichiarato che la bambina era stata affidata a Rosalba Pulizzi (sorella del padre naturale di Denise, ndr). La donna avrebbe somministrato alla bambina una dose eccessiva di tranquillanti, che ne avrebbero causato la morte. Lo stesso pentito sostiene di essere stato lui a gettare il cadavere della piccola nel mare di Palermo. Per ora le parole di D’assaro non sono state confermate.

A Luglio la procura di Marsala aveva deciso di chiudere questo fascicolo. Grazie a nuovi suggerimenti del legale della Maggio, basati su perizie realizzate da collaboratori esterni alla procura,  sembra che le dichiarazioni del pentito possano essere riconsiderate. Con le nuove indagini, la speranza è di fare chiarezza su un caso che sembra irrisolvibile. Ma soprattutto la speranza è quella di ritrovare Dense in vita, e di arrestare mandanti e esecutori del terribile sequestro.

                                                                                                            Erica Besoli

                                                                                                          holly29@hotmail.it

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Gennaio 2010 00:55 )  

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