A Roma è scandalo per la morte di due anziani della residenza per la terza età “Villa Chiara”. Stando alle prime testimonianze, i pazienti erano costretti a vivere in un ripostiglio per gli attrezzi. Indagati i due gestori che forse non sono gli unici responsabili della tragedia.
Quella di due anziani di ottantadue e novantuno anni era una tragedia annunciata perché la loro casa era quella che i gestori hanno definito la dependance di “Villa Chiara”. Peccato che non fosse una vera e propria sede distaccata, ma un ripostiglio per gli attrezzi prefabbricato. Ed è qui che si è consumato il dramma dei due anziani che la sera del 29 gennaio si erano accorti di un principio di incendio che stava per divampare nella loro pseudo-dimora. Entrambi hanno cercato di uscire dall’edificio, anche se i risultati si sono rivelati vani poiché la porta era stata chiusa a chiave come ogni sera. I due anziani, infatti, non erano stati rinchiusi solo la notte del 29 gennaio, ma secondo le ricostruzioni della polizia, la loro odissea durava ormai da molto tempo. Stando ai primi dati raccolti, venivano chiusi in questo magazzino a causa dei loro comportamenti violenti, che avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità degli altri ospiti della struttura e disturbare la quieta altrui durante la notte.
Il magazzino in cui i due anziani vivevano, non è abilitato all’uso abitativo. La struttura era costituita da mura molto sottili che non erano in grado di proteggere dal freddo. E’ probabilmente questa la ragione che ha indotto i due anziani ospiti ad accendere al massimo il climatizzatore, dal quale è partito il corto circuito fatale. Secondo altre ricostruzioni il corto circuito è stato causato da una spina difettosa. I due anziani sono stati quindi colti nel sonno dalla morte e sono rimasti uccisi a causa delle esalazioni fumogene. L’allarme è scattato verso le sei della mattina quando un’addetta della residenza ha chiamato la polizia del luogo. La donna ha cercato di soccorrere i due anziani ma nel tentativo è rimasta intossicata anche lei ed ora è ricoverata presso il Policlinico San Paolo di Civitavecchia.
I carabinieri di Ostia stanno indagando e la procura ha aperto un fascicolo sul caso “Villa Chiara”. Ieri il comandante della polizia di Santa Marinella ha dichiarato che nel ripostiglio degli attrezzi c’era del materiale potenzialmente tossico che se avesse preso fuoco, avrebbe arrecato seri danni all’intera residenza. I carabinieri ora stanno portando avanti le indagini per chiarire il ruolo dei gestori e per stabilire la causa certa dell’incendio. I due coniugi che gestiscono la struttura sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo e sequestro di persona. Molto probabilmente però finiranno in molti sul banco di accusa perché quasi sicuramente gli addetti alla struttura e gli infermieri erano complici con i gestori.
Ora resta solo spazio per l’indignazione perché oltre al danno per gli anziani e i loro parenti c’è stata anche la beffa: i loro famigliari pagavano 1.700 euro al mese per l’alloggio nella residenza. Il caso di “Villa Chiara” ha suscitato anche l’intervento di Carlo di Rienzo, presidente del Codacons. In una nota ha richiesto controlli più severi per le case di cura nella provincia di Roma per evitare tragedie come questa e come quella di due mesi fa, quando scoppiò un incendio in un'altra residenza per la terza età sempre in provincia di Roma.
Erica Besoli






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