L’Italia, alle soglie del 2010, si ritrova in un’arretratezza infrastrutturale legata allo scarso utilizzo della banda larga, questo secondo le stime dell’Osservatorio Piattaforme di Between. Quello che preoccupa di più è però la cecità di fronte alle grandi possibilità di ripresa e sviluppo che le telecomunicazioni mettono a disposizione.
Il fatto che l’Italia non riesca a colmare nemmeno un Digital Divide di prima generazione, portando l’adsl a bassa velocità di 2 Mega nelle zone scollegate, rende chiaramente visibile l’incapacità di stanziare fondi per queste iniziative; e forse anche l’idea di dover mandare in pensione molti uffici pubblici sostituendoli con servizi online veloci e immediati, e di non riuscire a controllare il grande flusso di informazioni che circolerebbe con internet, rallentano inconsapevolmente questo processo.
Di fatto quasi 10 milioni di italiani sono sprovvisti della connessione internet, ma se si calcolano anche gli utenti con una connessione a bassa velocità da 2 Mega, il numero sale drasticamente al 39%. L’Italia risulta sotto questo aspetto al di sotto della media UE, anche se le statistiche rilevano un aumento sostanziale nell’utilizzo di internet e del commercio online per almeno la metà dei cittadini europei.
Il piano del vice-ministro Paolo Romani prevedeva lo stanziamento di 800 milioni per le installazioni di reti in tutta Italia, ma la sconcertante decisione del governo di congelare i fondi per lo sviluppo della rete non solo lascerà milioni di italiani senza una connessione a banda larga, accentuando la divisione interna, ma aumenterà ulteriormente il Digital Divide tra Italia ed Europa.
Gabriele Fabbri






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