Secondo alcuni, le immagini di Marte che testimonierebbero la presenza di vita sul pianeta rosso sono frutto di un' illusione ottica. Gli scienziati della Nasa però sostengono che su Marte c’era e probabilmente c’è vita. A favore della loro teoria, due meteoriti precipitati da Marte in Antartide. Tanti ancora i dubbi su uno degli enigmi più intricati della storia.
Gli studiosi della Nasa hanno recentemente analizzato il meteorite AHL84001. Cadde 13 milioni di anni fa in Antartide, e venne ritrovato nel 1984, proprio da un ricercatore della Nasa. Per anni è stato al centro di perplessità scientifiche: per alcuni studiosi nel meteorite erano presenti tracce biologiche, per altri questi indizi potevano essere ricondotti a fenomeni inorganici. Nei mesi scorsi la Nasa ha voluto “ingaggiare” una sfida con il pianeta rosso e i risultati sono stati sorprendenti. I ricercatori hanno rintracciato elementi, che riconducono a una possibile presenza vitale su Marte in tempi remoti. La tecnica usata per gli studi è detta “fascio ionico focalizzato”. Il gruppo di studio, guidato dal professor McKay, sta utilizzando il fascio ionico anche per studiare altri meteoriti. In questi frammenti sono stati individuati elementi organici molto simili al meteorite AHL84001. L’attenzione dei ricercatori si è concentrata soprattutto su “ Nackla”, che precipitò in Egitto nel 1911. Anche un frammento proveniente da “Yamato 593” è al centro degli studi recenti. Tuttavia le ricerche hanno portato per ora a risultati ipotetici e non a certezze. Secondo le ipotesi formulate dal team di McKay, tra i 3,6 e 1,4 miliardi di anni fa, su Marte erano presenti micro-organismi. Sul pianeta rosso c’era, infatti, un’atmosfera caldo-umida che permetteva lo sviluppo di organismi biologici. La tesi è avvalorata dal ritrovamento nei meteoriti di strutture complesse molto simili a micro-batteri. A favore di queste ricerche va anche un’indicazione temporale: nello stesso periodo, in cui si presume sia cominciata la vita su Marte, è certo che sulla Terra si stessero sviluppando i primi micro-organismi viventi.
In questo periodo sono saliti agli onori di cronaca anche altri studi. Da pochi giorni circolano sul web immagini riprese dalla sonda spaziale “Spirit”, scattate alla fine del 2007. Nelle foto si intravede una sporgenza. Per alcuni è una collina, per altri una roccia particolare o un’illusione ottica. Tutti si chiedono se questa forma sporgente possa rappresentare una creatura marziana. Di sicuro le immagini scattate sono affascinanti. E fanno parte di un progetto spaziale cominciato nel 2004. Proprio cinque anni fa, furono inviate due sonde robotizzate “Spirit” e “Oppurtunity”. Già all’inizio della missione, soprannominata “Mars Explorer”, le difficoltà non sono mancate. Nonostante le tempeste di sabbia che imperversavano sulle superfici marziane, le due sonde hanno continuato a scattare immagini. E proprio una di queste foto ha attirato l’attenzione dei curiosi prima, e degli scienziati poi. Grazie all’ingrandimento dell’immagine, si è individuata una sporgenza verde, con forme che ricordano quelle umane. E da qui è scattata la polemica. Tutti hanno commentato, esprimendo la loro opinione sulla fantomatica presenza umana sul pianeta rosso. Ma il commento
più importante, quello della Nasa, si fa attendere. Secondo l’agenzia spaziale statunitense, le due sonde hanno rilevato delle differenze organiche nelle rocce, che indicherebbero la presenza di acqua sul pianeta rosso in tempi remoti. Forse è stata proprio l’acqua, che interagendo con altri fattori ambientali, ha contribuito alla formazione della particolare struttura verde e sporgente. Questo confermerebbe alcune ricerche del passato: la sonda “Oppurtunity” aveva già individuato su Marte la presenza di un clima caldo-umido che favorisce lo sviluppo di micro-organismi. E già nel 1976, i robot “Viking” avevano cercato tracce di vita sul pianeta rosso, ma senza risultati plausibili.
Ora non ci resta che aspettare. Forse tra pochi anni scopriremo di non essere gli unici abitanti dell’universo.






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