Nel 2006 il romanzo di Muriel Barbery diventa un caso editoriale: cinquanta ristampe e più di seicentomila copie vendute. In Italia si diffonde con il passaparola dei lettori e nel 2008 conquista la top selection dei libri più letti. Ora a chi non ha letto il libro, o vuole rivivere la magica storia del romanzo, non resta che andare al cinema.
La trama
“Mi chiamo Renée. Ho cinquantaquattro anni. Da ventisette sono la portinaia al numero sette di rue de Grenelle, un bel palazzo privato con cortile e giardino interno, suddiviso in otto appartamenti di gran lusso, tutti abitati, tutti enormi. Sono vedova, bassa, brutta, grassottella e ho i calli ai piedi (...)”.
“Io ho dodici anni, abito al numero sette di rue de Grenelle in un appartamento da ricchi. (...). Mio padre è un deputato con un passato da ministro e finirà senz’altro presidente della camera (...). Si dà il caso che io sia molto intelligente. Di un’intelligenza addirittura eccezionale. Già rispetto ai ragazzi della mia età c’è un abisso. Siccome però non mi va di farmi notare, e siccome nelle famiglie dove l’intelligenza è un valore supremo, una bambina superdotata non avrebbe mai pace, a scuola cerco di ridurre i miei voti (...) ”.
Ecco le presentazioni di Renée e Paloma, le protagoniste del romanzo. A prima vista sembrano molto diverse, ma entrambe si nascondono dietro a una maschera costruita ad hoc per “sopravvivere” alla società. Nonostante Renée sia solo un’umile portinaia, ha un’ottima istruzione. Nasconde i libri in portineria, ama la filosofia e parla abilmente di Tolstoj. Però così come Paloma nasconde la sua intelligenza, Renée non vuole rovinare il tranquillo equilibrio della sua esistenza. Fa si che gli inquilini la credano un portinaia sciatta e ignorante. L'altra protagonista è Paloma Josse, il “ Giudice dell’umanità”, come l’ha definita la scrittrice. Paloma ha una sua personale visione del mondo: da giovani si cerca di sfruttare la propria intelligenza per avere un futuro migliore, ma quanto si è adulti si finisce tutti in “una boccia per pesci rossi”, perché il futuro è già stabilito. E lei, la piccola Paloma saggia e arguta, ritiene di aver capito l’inganno. Nella vita di tutti i giorni si trova però a fronteggiare i tipici problemi adolescenziali: è in “lotta” perenne con la madre, una donna fragile e debole e con il padre, uomo freddo e aggressivo. Ma sembra aver trovato una soluzione anche per questa situazione: sta progettando di uccidersi nel giorno del suo tredicesimo compleanno, e di appiccare un incendio per bruciare la sua casa e cancellare ogni traccia della sua esistenza. Fino a questo momento, le vite di Renée e Paloma sono separate: a farle incontrare sarà un terzo personaggio, il signor Kakuro. Da qui in poi i pensieri delle due protagoniste si intrecciano. Ognuna insegnerà qualcosa all’altra: Paloma diventerà grande, imparerà a guardare con uno sguardo diverso il prossimo, mentre la portinaia rivelerà un segreto che porta nel cuore da quindici anni. Svelerà perché ha deciso di fare la portinaia, ripercorrendo le tristi vicende infantili che l’hanno segnata. Tutto questo è raccontato dall’autrice con una scrittura elegante, raffinata e delicata. Tanti i richiami alla filosofia e alla letteratura, disseminati nel romanzo. Qua e là una “spruzzata” di cultura giapponese, che probabilmente è molto amata dalla scrittrice.
Il film
La pellicola cinematografica esce in Francia nel 2008, ed è liberamente ispirata al romanzo di Muriel Barbery. La regista è Mona Acache. L’idea di realizzare il film le è venuta casualmente. Mentre era in libreria, notò il libro della Barbery, la incuriosì, lo lesse. E pensò alla trasposizione cinematografica. I diritti per la realizzazione della pellicola sono stati acquistati molto prima che scoppiasse il caso editoriale, che ha reso “l’eleganza del riccio” un successo mondiale.
Naturalmente le polemiche non sono mancate: l’autrice sostiene che non esista una stretta corrispondenza tra il film e il libro. Recentemente ha dichiarato che la società Eagle Pictures, rifiuta di collocare sulla locandina italiana la dicitura “liberamente ispirato a”. Al contrario utilizza elementi grafici presenti sulla copertina del libro senza l’autorizzazione dell’editore. In questo modo i lettori potrebbero pensare che il film e il libro siano la stessa cosa. La scrittrice ritiene invece che tra il libro e il film ci sia una profonda differenza. La Eagle Pictures, la società che ha prodotto il film, sostiene che le critiche mosse dalla Barbery, siano infondate, perché l’autrice non può intervenire nella campagna di marketing.
Nonostante le critiche, il film resta comunque ottimo, sia per l’interpretazione degli attori, che per la direzione della giovane regista, Mona Acache. Alla regista va, infatti, il merito di aver portato sullo schermo una storia insolita e particolare. Nel libro le vicende delle due protagoniste si sviluppano in forma di diario, mentre nel film la regista ha inventato un espediente: un mix tra la narrazione filmica tradizionale, delle sequenze animate in bianco e nero, e dei filmati amatoriali che Paloma stessa realizza. Con la sua videocamera Paloma osserva il mondo che la circonda e la superficialità degli adulti, dei quali non comprende gli atteggiamenti. A interpretare la ragazzina, arguta e intelligente, è la giovane attrice Garance le Guillermic. E' stata scelta tra molte provinanti, per la sua capacità di pronunciare la frase "io sono intelligente", in modo convincente ma mai presuntuoso. Perfetta la sua interpretazione: credibile, geniale, e a tratti commovente. L’altra parte della medaglia, ossia la
portinaia Renée, è impersonata dall’attrice Josiane Balasko. Il suo punto di forza è la capacità di trasformarsi perfettamente in portinaia, sciatta, ignorante e sgradevole.Un 'interpretazione concreta e senza fronzoli. Allo stesso tempo è stata in grado di interpretare anche la parte più brillante, ironica e luminosa di Renée. Ottima anche l’alchimia e l’equilibrio scenico che si è istaurato tra le due protagoniste: rendono la storia più veritiera, facendo calare lo spettatore nella vicenda. In una scena del film, infine, la piccola Paloma definisce la portinaia “fintamente indolente, risolutamente solitaria, terribilmente elegante”. Ecco il film della Acache è così: terribilmente elegante, ma anche estremamente coraggioso, perché è il lavoro d’esordio della regista.
Erica Besoli






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