L'Associazione Culturale Arteatro di Enrico e Betty Colombo situata presso il teatro Piccolo di Cazzago Brabbia ha messo in scena lo scorso venerdì 13 marzo alle ore 21 l'ottavo spettacolo della stagione teatrale per adulti "Circe o della seduzione". Lo spettacolo ha riscosso un meritato successo riunendo una considerevole quantità di pubblico, mostrando come la nuova stagione teatrale stia davvero procedendo nel migliore dei modi tanto da prevedere anche delle possibili repliche per alcuni spettacoli. La rappresentazione tratta da una sezione della ben conosciuta opera epica "l'Odissea" e dai "Dialoghi con Leucò" di Cesare Pavese, interamente realizzata da Betty Colombo (nonché protagonista della serata) è stata scandita nel suo svolgersi dalla pianista Anna Pedrazzini. L'accattivante voce della protagonista insieme alle note musicali sono state il
punto di forza della serata donando al pubblico un' affascinante e avvincente atmosfera che ha caratterizzato la sala durante l'intero spettacolo.
La vicenda così presentata, ha narrato al pubblico l'approdo di Ulisse sull'isola della maga Circe proprio quando questi stava per tornare alla sua cara patria Itaca, la trasformazione dei suoi compagni in maiali una volta caduti nella trappola dell'astuta strega ed infine l‘incontro di Ulisse con la magica padrona di casa. Grazie ad una perfetta sintonia di musica, voci e gesti, la lontananza del luogo evocato durante lo spettacolo ha permesso al pubblico d'immergersi in un tempo perduto di antichi profumi, sapori e suggestioni dove Ulisse riesce infine a tener testa all'irresistibile sensualità di Circe maestra d'amore e seduzione.
L'intreccio narrativo per tutto il suo volgersi è la metafora del conflitto tra il dovere e il piacere, tra la consapevolezza del dovuto ritorno alla patria e del desiderio di nuove esperienze dove infine le due figure mitiche, burattini di un disegno divino, saranno vittime del loro stesso destino. Ulisse viene punito per la sua curiosità senza limiti e Circe resta intrappolata per sempre nel suo infinito rituale da ammaliatrice, consapevole però che gli umani possiedono dei doni ben più preziosi del suo potere divino: i ricordi, importanti perché ci permettono di custodire il passato e di accudirlo per sempre nel cuore, tesori di un'emozione che gli dei immortali non potranno mai vivere.
In collaborazione con il Notiziario delle Associazioni
Matilde Arola





